Leon Vynehall

Percorsi sonori insoliti e inediti

Dopo ‘Music For The Uninvited’, il secondo album di Leon Vynehall si chiama ‘Nothing Is Still’. Un lavoro che testimonia dell’eclettismo dell’artista di Portsmouth, provocatoriamente atmosferico e ispirato dai primi compositori minimalisti contemporanei.

Con il sorprendente album di debutto del 2016 e il successivo ‘Colon Man’, il duo giamaicano Equiknoxx ha reinventato la dancehall attraverso l’unione di ritmi ballabili a un approccio creativo minimale alla produzione.

È analogamente insolita l’attitudine sonora di Josiah White, alias Serpentwithfeet, che unisce influenze disparate dall’R&B alla musica
classica, dal gospel alla musica elettronica: il suo album di debutto ‘Soil’ è destinato a sorprendere molti.

Il tedesco David August affronta la ricerca nel suono elettronico con sincerità e indipendenza artistica, come nel nuovo album ‘D’Angelo’,
registrato in Italia e ispirato dalla vita e dai lavori del pittore Caravaggio, in cui combina una sensibilità pop con paesaggi sonori cinematografici e malinconici.

Nigeriano ma londinese d’adozione, Obongjayar ama sperimentare con la forma libera spoken word, la prosa hip hop e il canto soul, in una miscela che assorbe la moltitudine di influenze e culture della sua città per creare una personale voce poetica.

A quattro anni dal precedente album ‘Punish, Honey’ torna in scena Vessel, al secolo Sebastian Gainsborough. Già attivo per etichette come Tri Angle e Blackest Ever Black, finora il versatile musicista bristoliano ha dimostrato di essere ugualmente a suo agio con suoni sintetici ed acustici.