Martyn

NL / Brainfeeder // Hyperdub

Martijn Deijkers, in arte Martyn, sfida le più facili categorizzazioni. La sua interpretazione della “bass music”, con un suono avvolgente, dai dettagli intricati e ritmicamente preciso, è divenuta emblematica di tutto quel che guarda in avanti nel dubstep e nella techno, fuori dalle convenzioni e in continuo avanzamento verso ciò che è nuovo o che è prossimo a venire.

In tutta la sua carriera, l’olandese (e ora residente a Washington DC) è sempre stato in una scena a sé. Ciascuna delle sue uscite discografiche è una progressione rispetto alla precedente, e un’evoluzione verso quel che il mondo elettronico raggiungerà nel vicino futuro.

Dopo aver cancellato interamente i confini fra dubstep e techno nel 2007 con il suo EP ‘Broken’, le sue uscite successive su Tempa, Applepips e Hessle Audio (fra cui il suo remix di ‘Broken Heart’ di TRG) hanno dato il via a future esplorazioni in quattro quarti, e il suo album di debutto ‘Great Lenghts’ (2009) ha stabilito un nuovo standard, rifiutando di farsi classificare in un genere identificabile e ottenendo riscontri anche fuori dall’ambito della “bass culture”, fino a portarlo a produrre lo storico 50° mix album nella prestigiosa serie targata Fabric.

Il 2011 vede Martyn portare le sue performance e le sue creazioni musicali al livello successivo, combinando suoni e visual in un live show brillantemente interattivo, basato sul suo nuovo album ‘Ghost People’, che è stato appena pubblicato dalla Brainfeeder (l’etichetta di Flying Lotus), e che sta portando il suo suono a vertici astrali.